Green Zone (2010)

Film bello ritmato, a tratti chiaramente ispirato alle grafiche di qualche videogame, che mette in scena un curioso mix tra action e denuncia: durante l’invasione dell’Iraq le famigerate WMD – Weapons of Mass Destruction – non si trovano, non ci sono, era tutta una montatura per creare il casus belli e togliere di mezzo Saddam. Questa sorpresona e gli altissimi valori produttivi non riescono tuttavia a distoglierti da quel latente senso di dejà-vù. Da un lato siamo alla solita storia di un uomo che – da solo – va contro il sistema (in questo caso la CIA, il Governo USA, l’Esercito USA, la Stampa USA… cazzate, insomma) scoperchiando classica can of worms. Dall’altro, riecco il solito, stucchevole, prevedibile, trito e ritrito, pallosissimo uso della macchina a mano per garantire quell’inimitabile effetto CNN. Non se ne può davvero più. Il buon Matt Damon fa la sua parte, ma è troppo solo nella desolazione di un casting impersonale e anonimo. Guardabile, ma ridateci Bourne.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s