Valkyrie (2008)

Il solito sospetto Bryan Singer dirige questa minuziosa ricostruzione del famoso attentato a Hitler. Grazie ad una fase di preparazione quasi maniacale, il film ricostruisce una timeline realistica e storicamente rilevante, basandosi sui documenti e rapporti di polizia dell’epoca ritrovati negli archivi della Gestapo alla fine della guerra. Ne esce un thriller storico di grande spessore, una super-produzione in cui ogni inquadratura trasuda megabudget: centinaia le comparse, decine le ricostruzioni di location – sempre molto efficaci – ed un cast davvero di livello, capace di ricreare alla perfezione le sfumature dei vari personaggi coinvolti nella cospirazione. Perfino Tom Cruise, ben calato nella parte, ci regala un perfetto Claus von Stauffenberg, alla guida di un complotto ben orchestrato, con una sceneggiatura bella ritmata e avvincente, capace di tenerti incollato al divano per tutti i suoi 120 minuti. Alla fine però il look and feel di Valkyrie resta troppo vicino al solito blockbuster hollywoodiano super-patinato: Berlino e le altre location sembrano sempre appena passate con lo spic’n’span, ed è praticamente impossibile togliersi di dosso la sensazione di guardare qualcosa più vicino a Indiana Jones che a un documento storico, quale questo film potrebbe aspirare ad essere. Con qualche granello di polvere in più, sarebbe stato immensamente più credibile e probabilmente più degno di essere ricordato. In ogni caso un ottimo prodotto, che vale la pena di vedere. Controllando che sotto il divano non ci sia una valigetta di cuoio.

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