Despicable Me (2010)

Che meraviglia quando vai a vedere un film senza avere la minima idea di cosa aspettarti. E’ quello che mi è successo con Cattivissimo Me – traduzione, per una volta fedele, del titolo originale – il film che segna l’ingresso della Universal nel cinema di animazione digitale. Ingresso che forse Universal ha ritardato in attesa di avere un film di livello, e devo dire che, se abbiamo dovuto aspettare, ne è davvero valsa la pena. Despicable Me è un grandissimo esempio di favola moderna, estremamente coinvolgente, a tratti innovativo, capace di parlare tanto al pubblico kids quanto agli adulti. E direi anche coraggioso, su vari livelli. Partendo dalla decisione di farlo animare in Francia dallo studio Mac Guff di Parigi – che già di per sè, trattandosi di una produzione USA, ha un che di sorprendente – fino ad alcuni passaggi narrativi e alla definizione dei personaggi e delle ambientazioni, capaci di fondere il classico look-and-feel alla Pixar con quel leggero senso di maggior profondità, quasi di decadenza, decisamente retaggio della finalizzazione europea. E la mano dei registi Parigini Pierre CoffinChris Renaud si vede eccome in tutto il film e contribuisce a dare una marcia in più ad ogni scena, dalle ambientazioni alle animazioni dei personaggi. Ma quello che in Despicable Me fa centro in modo davvero impeccabile è la capacità quasi sociologica di emozionare, perchè in fondo il supervillain Gru rappresenta un pezzo di tutti noi, o forse l’intera società, barricata e protetta apparentemente contro tutto, ognuno nel suo microcosmo fatto di quelle quattro piccole certezze basate su un equilibrio fragilissimo, che tre gattini possono mandare all’aria in qualunque momento. E non si tratta di banalità, ma di vita vera, che spesso ha chiavi di lettura molto più semplici di quelle che noi barricati vogliamo – o possiamo – ammettere. Fossi in voi correrei a vederlo, e per una volta lasciatemi raccomandare la versione 3D veramente perfetta e incredibilmente coinvolgente, da vedere fino a tutti i titoli di coda.

One big unicorn, strong and free, thought he was happy as he could be. Then three little kittens came around and turned his whole life upside down. They made him laugh, they made him cry. He never should have said goodbye. And now he knows he can never part from those three little kittens that changed his heart.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s