Entrapment (1999)

Filmettino carino, tutto costruito intorno alle forme di Catherine Zeta-Jones e al fascinoso gigioneggiare del grande Sean Connery – sempre decisamente carismatico. Lei, la Zeta-Jones, in questo film è quasi troppo bella per essere vera, mentre lui è già piuttosto attempato, ma tra i due si sviluppa comunque un’alchimia interessante e capace di intrattenere. La scena incriminata, quella del training con i fili di lana a simulare i raggi laser, è assurda ma anche intrigante, coreografata quasi come un balletto, studiato apposta per permettere alla Zeta di mostrarci per bene il suo culetto – decisamente in forma – e a Sean di farci i suoi faccioni, più eloquenti di qualunque commento da uomo a uomo. Per il resto siamo ovviamente dalle parti del puro e auto-cosciente divertissement, forse con dentro anche qualche residuato di anni ’80, quel po’ di leggerezza assurda e superficiale di certi film simil-action/simil-thriller che tanto sai già come andranno a finire, ma è bello vedere come avviene. La regia di Jon Amiel è di mestiere, la storia della rapina del millennio non sta nè in cielo nè in terra, ma alla fine chissenefrega. Te ne stai lì sul tuo bel divano, col sorrisino complice, aspettando che quei due lo mettano in quel posto all’FBI e a tutti gli altri. Magari non proprio da correre a vedere, nè da riscoprire, ma se lo avete lì può risolvere una serata.

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