xXx – State of the Union (2005)

Poteva andare peggio. Onestamente nutro simpatia per Ice Cube, che pur senza il carisma tamarro di Vin Diesel riesce ottimamente a reggere questo sequel. La trama raggiunge livelli di assurdo che fanno sembrare il primo xXx quasi un documentario, ma del resto è proprio quello che ci si aspetta, no? Ottimo per una domenica sera, a rischio però che il 5.1, complici metal e rap, ti stacchi l’intonaco dalle pareti.

xXx (2002)

Tra gli aspiranti eredi di 007 spunta Vin Diesel che, al primo ruolo di serie A, riesce a farti divertire con quell’approccio caciaron-spaccone, a cavallo tra il rap e il nu-metal, da gang dei sobborghi di L.A.. Rob Cohen (niente a che vedere con i Coen quelli veri) crea l’archetipo del pop-corn movie degli anni 2000, il film si lascia sgranocchiare e vola veloce e rumoroso pervaso di tamarrate. Regole per la visione: staccare il cervello, essere pronti a tutto, sospendere completamente l’incredulità, immaginare il rossetto di Asia Argento da qualche parte sul tuo corpo. Alla fine nel setaccio non resta nulla, e se non fosse per le orecchie che fischiano assordate ti potrebbe sembrare di non averlo nemmeno visto.