Resident Evil: Afterlife (2010)

Eccomi, finalmente, a parlare di Afterlife, il quarto capitolo della saga Resident Evil. Paul W. S. Anderson, dopo aver diretto il primo, prodotto il secondo e il terzo, e nel frattempo sposato Milla (insomma, uno sfigato), torna in sella (era ora!) e, bontà sua, ci ripropone la coppia di tough bitches di Extinction: al fianco della protagonista Alice (la solita irresistibile, glaciale, perfetta Milla Jovovich) riappare infatti Claire Redfield (l’altra smagliante e cazzuta american beauty Ali Larter). Tutto questo, però, non prima di aver clonato Alice che, trasformata in esercito, nel primo quarto d’ora del film mette subito in chiaro – ma avevamo dei dubbi? – quale sarà il tono di voce di Afterlife. Per il resto il film poggia su una sceneggiatura che stava probabilmente su due righe, che definire semplicistica è un eufemismo, per non parlare della credibilità, ma ovviamente non è questo il punto. Il punto è, invece, ritrovare e riconoscere ogni volta l’universo Resident Evil: Alice e Claire che fanno a pezzi mostri e zombie vari, le citazioni del videogame da identificare, le atmosfere cupe e techno-decadenti, i baddies dell’Umbrella Corporation, la colonna sonora techno-metal un po’ ignorante, la fotografia ultra definita, il telecinema virato azzurro. La saga è ormai diventata un appuntamento fisso, come una volta le vacanze a Rimini, dove sembra di tornare nella casa di villeggiatura e ritrovare le proprie cose. In questo senso il film ha un valore assoluto, ma solo per gli adepti, che si divertono a capire chi morirà per primo dei personaggi di contorno. Sempre in questo senso, sarà un piacere ritrovare ancora una volta tutto questo nei – già annunciati dalla stessa Milla – capitoli cinque e sei che verranno.

Alice: My name is Alice. I had worked for the Umbrella Corporation. Five years ago, the T-Virus escaped, and everybody died. Trouble was… they didn’t stay dead.

Resident Evil: Extinction (2007)

Paul Anderson (che ci aveva regalato, con il primo Resident Evil, un bel film cupo e disperato) si limita saggiamente a scrivere e produrre questo sequel. E così il videoclipparo Russell Mulcahy sale in cattedra e trasferisce il circo nel deserto, letteralmente saccheggiando l’immaginario post-atomico di Mad Max e buttando qua e là mille citazioni, da hitchcock a Planet of the Apes. Il film ha tutto quello che ti aspetti: la sempre splendida super-Milla, la modella Ali Larter nei panni della cazzuta Claire Redfield (iron-pussy di turno) e il solito shitload di zombie, a circondare i pochi umani rimasti. Malgrado questo, purtroppo Extinction resta molto lontano da quello che ti aspetti da un Resident Evil. Abbandonate definitivamente le fascinose atmosfere dark dei primi capitoli, la trama è annacquata e prevedibile, mentre la lotta contro l’onnipotente Umbrella Corporation è sempre meno credibile. Fine? Pare di no: un apertissimo finale preannuncia infatti il quarto capitolo. Un film che non aggiunge nulla, ma ben prodotto e decisamente godibile. Se ti piace il genere.