Repo Men (2010)

L’inizio è promettente e, per quanto abbondantemente debitore a Blade Runner, anche affascinante dal punto di vista visivo. Jude LawForest Whitaker sono una bella coppia di attori, i Repo Men a caccia di organi di proprietà della solita evil corporation tipo la cara vecchia Umbrella di Resident Evil. Ma i temi del traffico d’organi e della tecnologia medica a scopo di lucro avrebbero potuto essere affrontati in ben altro modo, mentre qui vengono appena sfiorati, subito prima che la sceneggiatura ricada noiosamente sui binari della più fastidiosa prevedibilità. Insomma, la moglie che lo lascia e lui che  passa da cacciatore a cacciato, onestamente, avresti potuto dirlo dopo i primi 3 minuti, e non serve a nulla sperare che si siano inventati qualcosa per evitare questa boccata di banalità, perchè non è così. Miguel Sapochnik (l’unico regista di cui wikipedia non parla!) ci mette del suo dirigendo il film di mestiere, ma ancora una volta senza nessun guizzo. Alla fine non hanno potuto che spingere l’acceleratore sul gore, alla ricerca della scena davvero schifosa con cui farci fare Ooohhh! Ma questo non può certo bastare. Peccato, perchè certi momenti, soprattutto dopo l’ingresso in scena di Alice Braga, sono intensi e quasi commoventi. Ma ancora una volta, nemmeno questo filone è stato sfruttato. L’ennesima occasione mancata – costato 32, incassati 17 milioni di dolla – con quel sapore di dejà vù che se da un lato potrebbe farti dire che non è nemmeno così male, dall’altro non può che farti sbadigliare.

Predators (2010)

Predators è il miglior sequel mai realizzato dai tempi del primo grande Predator con Scwharzenegger (e John McTiernan in regia, 1987). Questo non significa che sia un buon film, ma unicamente che, degli altri presunti sequel, Predator 2 era una ciofeca e non voglio sprecare nè tempo nè inchiostro per parlare delle schifezze uscite sotto il titolo di Alien vs. Predator. Dirò di più, questo non è solo il miglior sequel, ma forse è anche l’unico vero sequel. L’unico, in ogni caso, che riesca a catturare e a riproporci le atmosfere del capostipite con un minimo di coerenza narrativa e con lo stesso tono di voce, look-and-feel, ecc. Purtroppo non ci sono altre buone notizie in merito, e la cosa sorprende non poco, dato che vedere Robert Rodriguez tra i produttori poteva creare qualche aspettativa. Un main cast composto da Adrien Brody (che diresti fuori ruolo, ma invece no), Laurence FishburneAlice Braga alzava ulteriormente le aspettative, ma confermo: qui c’è poco e nulla. Inspiegabile, con quello che c’è in giro, la scelta di affidare la regia al ragazzo ungherese Nimród Antal, dato che tutto quello che riesce a fare è un film di mestiere. Non un guizzo, non un’inquadrature fuori clichè, nessun virtuosismo. Niente di niente. E a ruota seguono la sceneggiatura, i dialoghi, la recitazione. Questo è il limite enorme di Predators: ti da solo ed esattamente il minimo sindacale per un film di questo tipo, non un fotogramma in più. E se avessero fatto il concorso “prevedi la trama dopo aver visto i primi 5 minuti” credo che saremmo tutti vincitori. Gli dò una bella stella e tre sbadigli.