Silent Hill (2006)

Benvenuti a Silent Hill, la cittadina double face nata sulla Playstation (quella vera, di una volta, quella specie di mattonella grigia e plasticosa, miracolo un po’ sgangherato della Sony, ve la ricordate?) e poi diventata grande e finalmente maggiorenne sbocciando in un film angosciante, fatiscente, decadente, claustrofobico diretto (bene) dal francese Christophe Gans. Playstation, dicevamo, e l’approccio da videogame si ritrova tutto nello script di Roger Avary: cammina nella nebbia, cerca la bambina, entra nella stanza, percorri il corridioio, trova la chiave, apri la porta, accendi la torcia, trova la pistola, cerca le munizioni, uccidi il mostro. arriva al boss di fine livello. Poca o niente trama insomma – che visti certi altri film non è necessariamente un male – ma una tonnellata di atmosfere sapientemente cupe e opprimenti, musicate di conseguenza, con una fotografia da urlo e una produzione ai massimi livelli che ha anche la lungimiranza di scritturare la mitica Radha Mitchell nel ruolo della protagonista, affiancandole la grande Alice “Borg Queen” Krige nel ruolo della superbaddie maledetta. Insomma, spettacolone perfetto per quello che è, un adattamento da videogame realizzato alla stragrande, costato 50 e capace di incassare 100 milioni di dolla, e finale spalancato che prepara un sequel che si mormora arriverà nel 2011.