The Expendables (2010)

Non so chi abbia convinto Sylvester Stallone di essere un regista, ma chiunque l’abbia fatto meriterebbe una bella sculacciata. Peccato, perché l’idea di mettere insieme i mostri sacri dell’action anni ’80 in un unico film e rispolverare, con una ventata di sana auto ironia, lo spirito di allora poteva anche non essere male. Ma alla fine la presunta reunion si rivela una bufala, o al massimo una trovata pubblicitaria/specchietto per le allodole per attirare l’attenzione. Bruce Willis e Arnold Schwarzenegger – i cui nomi sono gridati sul poster del film – appaiono fugacemente per cameo della durata, si e no, di un paio di minuti. Mickey Rourke (sempre piú devastato) sta in scena in tutto forse sei minuti. Il film finisce, come ovvio, per concentrarsi su Stallone (ormai davvero deforme, ma che ha combinato?) e su Jason Statham, che rimane sempre supercool ed è l’unico che alla fine tiene in piedi la baracca (ma che ormai scegliendo certi copioni si sta infilando su una china preoccupante). I due protagonisti sono accompagnati da un incolore Jet Li (certo che anche lui, ma che film si è messo a fare?) e un altro paio di muscolosi nobodies. Per il resto il film é una minchiata, che scopiazza malamente dal più trito e ritrito sottobosco action, proponendoci il solito schema con il solito gruppo di ex corpi speciali alle prese con il solito ex agente CIA gone rogue nel il solito paesino straccione – e inventato – del centroamerica, in combutta con il solito generale corrotto, la solita droga, la solita gnocca da salvare con isola/castello da-distruggere-in-cinque-contro-tutti negli ultimi 20 minuti. E, tornando alla domanda retorica iniziale su Stallone regista, il film non è nemmeno particolarmente ben girato, anzi. Insomma, che aggiungere? Un paio di buone battute, una sola idea (sprecata), tanti spari, troppa violenza e poco altro.

The Terminator (1984)

Partiamo dalla fine: nel 2008 – dopo avere generato un fenomeno che ad oggi conta 4 film, infiniti fumetti, migliaia di citazioni e una serie TV – The Terminator è stato selezionato per essere conservato presso lo United States National Film Registry in quanto opera culturally, historically, or aesthetically significant. Mica male per un B-movie creato dallo sconosciuto (all’epoca) James Cameron scopiazzando quà e là e mettendo insieme un po’ di Philip K. Dick e qualche sceneggiatura di The Outer Limits. Del resto, come diceva Picasso, i bravi artisti copiano, i grandi artisti rubano. Ma Cameron non si limita a rubacchiare: ci mette del suo. E alla fine riesce a creare un film talmente perfetto da diventare storia del cinema. Non solo: con The Terminator esplodono anche due nomi che in una notte diventano due mostri sacri del grande schermo: lo stesso Cameron e Arnold Schwarzenegger, che grazie a questo ruolo da superbaddie si ritroverà protagonista strapagato della scena action del decennio successivo. Venendo al film, il plot a tratti è geniale, intriga tutta la storia dei paradossi temporali, la fotografia è da noir, la musica perfetta. Il cyborg venuto dal futuro è inarrestabile, ha un piano, non guarda in faccia nessuno. Il cast è emergente ma perfetto, Michael BiehnLinda Hamilton ci credono e questo giova al tutto, il finale – un falso happy-end velato di un fortissimo senso di disperazione – è apertissimo (e infatti darà il via ad una quadrilogia). Da incorniciare la battuta, che diventerà il trademark del futuro governatore della California I’ll be back. Insomma, un B-Movie da vedere, costato 6,4 milioni di dollari e capace di incassarne più di 78. Anche se non si ama Schwarzenegger, anche se non si ama la fantascienza, due ore a questa milestone bisogna dedicarle.

Predator (1987)

Una misteriosa astronave penetra l’atmosfera terrestre e si dirige verso il centro america… Beh, anche se Predator può ormai considerarsi un classico della fantascienza, questo è l’unico momento in cui nel film si vede lo spazio. John McTiernan al top della forma, bello comodo sul seggiolino del dolly, raggiunge il punto più alto dell’action movie anni ’80. La spruzzata di sci-fi crea un mix molto interessante che, da qui in avanti, verrà ripetutamente clonato. Personalmente reputo Predator il primo film in cui Arnold Schwarzenegger risulta finalmente presentabile, forse anche grazie ad un eccellente cast di contorno, tra cui voglio citare il tamarrissimo Jesse Ventura e la gnocchetta Elpidia Carrillo. Grazie ad una sceneggiatura da applauso e a una soundtrack cucita addosso ad ogni scena, Predator segna una svolta in questo genere di film, riuscendo anche a dare una bella rinfrescata alla descrizione dell’Alieno: abbandonati i luoghi comuni (ET e omini verdi del caso) ecco finalmente un superbaddie di tutto rispetto. Geniale l’idea della soggettiva con visione termica, ormai storia del cinema. Indimenticabili alcune battute tra i cazzutissimi veterani (una su tutte: you are bleeding, man, e quello: I ain’t no time to bleed…). Raccomandatissimo per due ore di adrenalina e spasso. Da dimenticare invece il penoso Predator 2 e i vergognosi cocktail-sequel Alien vs. Predator 1 e 2.

True Lies (1994)

Molto prima di Avatar, James Cameron costruisce questo 007 praticamente perfetto. Divertente, godibile e spettacolare, con un altro cast e qualche lieve ritocco allo script avrebbe tranquillamente potuto essere uno dei migliori Bond-movie dell’era Moore. Girato da dio, il film è infatti spassoso e spesso sfiora la commedia, regalandoti una gran serata bella spensierata. La citazione dello smoking sotto la muta è grandissima, e Arnold Schwarzenegger – seppur con un phisique decisamente non du role – tutto sommato ce la fa, accompagnato da una Jamie Lee Curtis perfetta, da una grandissima spalla (Tom Arnold) e da una bollente Tia Carrere.