The Usual Suspects (1995)

Ecco il capolavoro di Bryan Singer, oscar per la miglior sceneggiatura (Christopher McQuarrie) e miglior attore non protagonista (Kevin Spacey) per un film che personalmente conservo in cassaforte. Regia e montaggio mozzano il fiato, e il cast ti fa ululare di gioia. Insieme Spacey, ti ritrovi gente tipo Gabriel ByrneChazz PalminteriStephen BaldwinKevin PollakBenicio del Toro, perfetti nei rispettivi ruoli. Ma alla fine il vero mattatore del film resta il diabolico, invincibile e onnipotente superbaddie Keyser Söze. Un personaggio capace con un solo film di entrare di diritto tra i grandi miti della storia del cinema, un super cattivo intorno a cui ruota tutta la storia. Memorabili poi la line-up iniziale (hand me the key you fucking cocksucker), tutto l’interrogatorio di Spacey, la faccia di Palminteri quando rimette insieme i cocci, la costante sensazione di non sapere cosa è vero e cosa è finzione, la certezza che Keyser Söze stia mettendo in qualche modo nel sacco anche noi spettatori. Un capolavoro prodotto e fotografato ai massimi livelli, con un look-and-feel unico, sorprendentemente nato da un budget da B-movie (6 milioni di dolla) ma che malgrado questo – o forse proprio per questo – rappresenta la quintessenza del cinema. Un film talmente squisitamente contorto da farti venire voglia – o quasi avere bisogno – di rivederlo almeno una seconda volta per coglierne passaggi e sfumature che alla prima visione sono troppo sottili, imprevedibili o inaspettati. Storia del cinema.

Who is Keyser Soze? He is supposed to be Turkish. Some say his father was German. Nobody believed he was real. Nobody ever saw him or knew anybody that ever worked directly for him, but to hear Kobayashi tell it, anybody could have worked for Soze. You never knew. That was his power. The greatest trick the Devil ever pulled was convincing the world he didn’t exist. And like that, poof. He’s gone.

Analyze This (1999)

Grazie a Harold Ramis, esperto comedy director, due mostri sacri del mafia movie alla Scorsese la buttano sul ridere, regalandoci due spassosi boss (Paul Vitti/Robert De Niro e Primo Sindone/Chazz Palminteri) in lotta tra loro per la piazza newyorkese. Ma Paul Vitti cade improvvisamente vittima di attacchi di panico e ansia, scoprendo un lato di sè che cambierà la sua vita. La squisita sceneggiatura lo porterà ad incontrare casualmente Billy Crystal, meraviglioso nella parte dell’affermato analista Dr. Ben Sobel, che più o meno volontariamente lo prenderà in cura, dando il via ad una serie di gag spassose e misurate, capaci di fare di questo film un meraviglioso e intelligente passatempo di due ore. Indimenticabile l’incontro tra Crystal e De Niro, così come la prima seduta in cui il boss si sente già meglio o la battuta tu sei bravo… Un film da vedere e rivedere ogni tanto per sorridere un po’, lasciando perdere invece il mediocre sequel del 2002 Analyze That. Una curiosità: il vero nome di Chazz è Calogero Lorenzo Palminteri. Predestinato al ruolo di italo-americano?

Dr. Ben Sobel: Oedipus was a Greek king who killed his father and married his mother.
Paul Vitti: Fuckin’ Greeks.