The King’s Speech (2010)

Scusate ma a ‘sto punto, dopo aver sentito le peggiori sviolinate a reti unificate, devo dire anch’io la mia. Non tanto perchè in disaccordo – anzi controcorrente – quanto perchè questo film secondo me rappresenta la quintessenza del conformismo e l’appiattimento della critica: siccome qualcuno ha detto che è bello, allora tutti dietro come un gregge, compresi quelli che a Hollywood distribuiscono statuette. Ma purtroppo per fare un buon film non basta parlare di un balbuziente, della seconda guerra mondiale e della monarchia inglese. Così come non bastano un paio di bravi attori. Trattasi di stratagemmi da quattro soldi, che però a quanto pare sono riusciti a sdoganare un film in cui la regia è morta e la sceneggiatura di una noia mortale. E purtroppo (per il film) quattro oscar rubacchiati alla noia di un’interminabile e inutile sbadiglio non lo faranno entrare nella storia del cinema. Ma il peggior difetto di questo Discorso del Re è l’irrilevanza, perchè continuamente durante questo film ti chiedi a chi possa interessare, perchè non aggiunge nulla, perchè è un dettaglio che non intriga, non commuove e non convince. Tutto questo clamore ingiustificato e ingiustificabile ricorda più il grande fratello che quella nobile arte chiamata Cinema. Una ciofeca.

Dorian Gray (2009)

Un certo Oscar Wilde scrive nel 1891 The Picture of Dorian Gray, un romanzo di critica – tra l’altro – all’imperante culto dell’effimero. Tema ancora molto attuale, circondati come siamo da veline e tronisti. Questo non è il primo film basato su quell’opera, ma è sicuramente il migliore. La Londra d’epoca ricreata dall’ottimo Oliver Parker è perfetta, buia e dark. Ideale scenario per lo strisciante clima di imminente terrore che pervade tutto il film. Colin Firth ci regala l’ennesima prova da urlo, mentre il giovane Ben Barnes risulta sempre credibile, dapprima nella parte dell’ingenuo newcomer londinese, quindi in quella dell’indiavolato viveur. Certo, per tutto il tempo hai l’angioletto cattivo che ti bisbiglia nell’orecchio che quel quadro lo vorresti anche tu, perchè People die of common sense, one lost moment at a time. Life is a moment. There is no hereafter. So make it burn always with the hardest flame…

A Single Man (2009)

Se il buongiorno si vede dal mattino credo che lo sbarco al cinema di Tom Ford sia un’ottima notizia per tutti. L’ex stilista sforna un film super glamour, ultra patinato, chicchissimo. Di ogni inquadratura si potrebbe fare una stampa e appenderla al muro. Una meraviglia per gli occhi, un trionfo della grafica, della perfetta suddivisione degli spazi, della fotografia. Colin Firth eccellente protagonista di un’epoca di perbenismo sotto cui, come è giusto, come è ovvio, covano tutte le diversità umane. Un film formalmente perfetto, che – forse proprio per questo – non si sblocca sul lato emotivo. Alla fine un supershow visivo cui si partecipa più con la testa che con il cuore. Comunque da vedere.