Predator (1987)

Una misteriosa astronave penetra l’atmosfera terrestre e si dirige verso il centro america… Beh, anche se Predator può ormai considerarsi un classico della fantascienza, questo è l’unico momento in cui nel film si vede lo spazio. John McTiernan al top della forma, bello comodo sul seggiolino del dolly, raggiunge il punto più alto dell’action movie anni ’80. La spruzzata di sci-fi crea un mix molto interessante che, da qui in avanti, verrà ripetutamente clonato. Personalmente reputo Predator il primo film in cui Arnold Schwarzenegger risulta finalmente presentabile, forse anche grazie ad un eccellente cast di contorno, tra cui voglio citare il tamarrissimo Jesse Ventura e la gnocchetta Elpidia Carrillo. Grazie ad una sceneggiatura da applauso e a una soundtrack cucita addosso ad ogni scena, Predator segna una svolta in questo genere di film, riuscendo anche a dare una bella rinfrescata alla descrizione dell’Alieno: abbandonati i luoghi comuni (ET e omini verdi del caso) ecco finalmente un superbaddie di tutto rispetto. Geniale l’idea della soggettiva con visione termica, ormai storia del cinema. Indimenticabili alcune battute tra i cazzutissimi veterani (una su tutte: you are bleeding, man, e quello: I ain’t no time to bleed…). Raccomandatissimo per due ore di adrenalina e spasso. Da dimenticare invece il penoso Predator 2 e i vergognosi cocktail-sequel Alien vs. Predator 1 e 2.