Burn After Reading (2008)

Ethan e Joel tornano e portano nello zainetto un bottiglione di vetriolo, che finisce dritto dritto in faccia alla moderna società occidentale, e quindi anche alla nostra, per la sua generalizzata, colpevole pochezza di valori. Ne esce questo Burn, definito un anti-spy-thriller, in cui i belloni di Hollywood Brad Pitt e George Clooney, supportati da un grandissimo John Malkovich e dalla glaciale Tilda Swinton, si buttano in ridicolo. Mentre tutti tradiscono tutti e tutti scopano con tutti, assistiamo alla carrellata del peggio dei valori di qualunque telecrazia che si rispetti, rappresentati al meglio dall’ossessione per la chirurgia estetica della meravigliosa Frances McDormand – che non si accorge di aver l’amore a un passo – o dalla superficiale pochezza del personal trainer Brad Pitt. Il tutto ben inserito nella cornice del plot principale, ovvero l’improbabile tentativo di fare il colpaccio e di sistemarsi vendendo ai russi un CD pieno di fuffa ma scambiato dai protagonisti per un prezioso elenco di dati sensibili. Alla fine tutto andrà, ovviamente, in vacca: niente plastica facciale, niente tette nuove, e bye-bye Brad. In tutto questo, più di un colpo basso va anche alla grande CIA, i cui cervelloni alla fine non ci hanno capito nulla, non hanno imparato nulla. Ma in fondo che importa?

A Serious Man (2009)

EthanJoel tornano, e tutti li a prepararsi nella poltroncina del cinema, per vedere l’ennesimo film alla Coen. Invece beccatevi questa polpetta (manco un polpettone) che non si svolge in un’america sub-urban del 1967 e parla di una specie di Fantozzi Yiddish a cui non ne va proprio dritta una. Sia chiaro, film meraviglioso, cast sconosciuto (Michael StuhlbargRichard Kind???) ma mai così perfetto, facce ed espressioni memorabili e una regia davvero deliziosa, al limite del maniacale. E anche la colonna sonora è decisamente buona. Resta comunque un film che quando pensi che stia per cominciare ti mostra invece i titoli di coda, lasciandoti con un palmo di naso a riflettere sull’inutilità e sulla pretenziosità di tutta una serie di istituzioni, quando l’unica cosa certa è quel tornado all’orizzonte.

Fargo (1996)

Ti perderesti tutta la vita nella neve e nel ghiaccio di questo film meraviglioso firmato Ethan e Joel Coen. Un film equilibrato e ironico in cui spiccano una enorme Frances McDormand, un sempre credibile William H. Macy e uno stazzonato Steve Buscemi nella parte del criminale più sgangherato della storia del cinema. Fargo è un capolavoro realizzato con modestia, e proprio per questo vale di più. Qui non ci sono effetti speciali nè colpi scena gratuiti, ma uno script a prova di bomba, una regia deliziosa e una fotografia da premio. Grandissimo.

No Country for Old Men (2007)

I fratelloni Coen ci rifanno, con una specie di desert-Fargo disilluso all’inseguimento di super malloppo full-optional. Un meraviglioso Josh Brolin in fuga attraverso il Texas, inseguito dal sorriso stilosamente noir dello spietatissimo Javier Bardem, per scoprire che negli anni ’80 abbiamo perso tutti. Le mani sul malloppo le ha messe qualcun altro, e a noi non resta che tirare la monetina per scegliere se vivere o morire.