Martin (1977)

Attraverso gli occhi di un adolescente disturbato che vive in un sobborgo di Pittsburgh – dove il film è stato realmente girato con un super low-budget di 800.000 dolla –  oppresso dall’ottusa religiosità del nonno, Romero ci mostra la sua idea sui vampiri. La cosa funziona. Nell’inconfondibile cheesyness del Maestro, restano indimenticabili i flashback in B/N, che non sai se sono fantasie malate di Martin o reali ricordi del giovane Nosferatu. Alla fine dopo che hai simpatizzato con Martin, strizzi il sangue dal divano, e non puoi che riflettere su quanto attuale sia l’ottusità del nonnetto killer.

Diary of the Dead (2007)

Riecco Giorgione Romero e i suoi zombie, nel quinto – ma non ancora ultimo – capitolo ufficiale della saga. Il regista-mito ci ricorda con questo film che è sempre lui il migliore quando si tratta di morti viventi e affini. Dopo la mega-produzione di Land of the Dead, qui torniamo al classico B-movie: pochi soldi, attori sconosciuti, ma sceneggiatura solida e tanto coraggio. E in ogni caso, grazie alle moderne tecnologie, anche il look and feel riesce ad essere cool, e comunque molto lontano dalle produzioni romeriane super-cheesy degli anni ’70. Un quinto capitolo che, pur non aggiungendo molto al senso generale della saga, racconta la storia da una interessante prospettiva on the road. Da vedere, per coerenza e continuità.

Day of the Dead (1985)

Dimenticate le atmosfere claustrofobiche di Night, scordatevi la forte vena ironica di Dawn. Giorgione Romero riporta in vita i morti per la terza volta, scegliendo però un approccio molto più cupo, gory e quasi action. Il concetto si evolve, ma il film resta degno della trilogia anche senza l’effetto sorpesa, confermandone la genialità. D’accordo che tecnicamente non è stato Romero a inventare gli zombie, ma tutto il cinema il mondo dei videogames dovrebbero fargli comunque un monumento, inchinandosi davanti all’intuizione di ricreare un filone così cool e potenzialmente illimitato. La produzione pattina sempre sul filo del cheesy, ma a questo siamo abituati e chiudiamo volentieri un occhio. Imperdibile se hai visto Night e Dawn, ma comunque da vedere.

The Crazies (1973)

Un B-movie a tutti gli effetti, non tanto per la produzione – decisamente cheesy perfino per gli standard di Romero –  quanto per una sceneggiatura traballante, in cui alla fine il messaggio fatica ad emergere. Il film affascina comunque, e Giorgione riesce a riproporre temi cari – chi sono i buoni e chi i cattivi, il cambiamento improvviso dello status quo, la critica feroce al sistema – con la sua proverbiale impronta ansiogena. Purtroppo la narrazione non risulta mai credibile, certe scene e certi avvenimenti sono sgangheratamente forzati, e alla fine anche la povertà dei mezzi non aiuta. Peccato. Comunque da vedere per conoscere e capire il regista.

Land of the Dead (2005)

Giorgione Romero ci riporta per la quarta volta i suoi living dead, gli originali. E stavolta lo fa da numero uno, con una produzione di livello ed un cast che, se non proprio di star, almeno è composto di attori. Stavolta la venatura politica è fin troppo urlata, ma a parte questo il filmone scorre gradevole, pur senza la poetica dei predecessori. E poi c’è Asia, che meriterebbe un bel discorsetto a quattr’occhi…

Dawn of the Dead (1978)

Quasi 10 anni dopo Night of the Living Dead, riecco gli Zombie di Romero. Stavolta il claustrofobico B/N di Night lascia il posto ad un coloratissimo splatter, visivamente molto vicino a certe produzioni contemporanee di Argento (che guardacaso è nel team di produzione del film). Alla fine non sai bene se sia un horror, una commedia, una metafora sociologica o una candid camera. Giorgione costruisce e ci regala il B Movie per eccellenza, che tra qualche effettaccio e il trucco un po’ cheesy lascia comunque il retrogusto di capolavoro. Citazione cult: When there’s no more room in hell the dead will walk the earth. Imperdibile.