The Expendables (2010)

Non so chi abbia convinto Sylvester Stallone di essere un regista, ma chiunque l’abbia fatto meriterebbe una bella sculacciata. Peccato, perché l’idea di mettere insieme i mostri sacri dell’action anni ’80 in un unico film e rispolverare, con una ventata di sana auto ironia, lo spirito di allora poteva anche non essere male. Ma alla fine la presunta reunion si rivela una bufala, o al massimo una trovata pubblicitaria/specchietto per le allodole per attirare l’attenzione. Bruce Willis e Arnold Schwarzenegger – i cui nomi sono gridati sul poster del film – appaiono fugacemente per cameo della durata, si e no, di un paio di minuti. Mickey Rourke (sempre piú devastato) sta in scena in tutto forse sei minuti. Il film finisce, come ovvio, per concentrarsi su Stallone (ormai davvero deforme, ma che ha combinato?) e su Jason Statham, che rimane sempre supercool ed è l’unico che alla fine tiene in piedi la baracca (ma che ormai scegliendo certi copioni si sta infilando su una china preoccupante). I due protagonisti sono accompagnati da un incolore Jet Li (certo che anche lui, ma che film si è messo a fare?) e un altro paio di muscolosi nobodies. Per il resto il film é una minchiata, che scopiazza malamente dal più trito e ritrito sottobosco action, proponendoci il solito schema con il solito gruppo di ex corpi speciali alle prese con il solito ex agente CIA gone rogue nel il solito paesino straccione – e inventato – del centroamerica, in combutta con il solito generale corrotto, la solita droga, la solita gnocca da salvare con isola/castello da-distruggere-in-cinque-contro-tutti negli ultimi 20 minuti. E, tornando alla domanda retorica iniziale su Stallone regista, il film non è nemmeno particolarmente ben girato, anzi. Insomma, che aggiungere? Un paio di buone battute, una sola idea (sprecata), tanti spari, troppa violenza e poco altro.

Revolver (2005)

Da uno come Guy Ritchie ti aspetti di metterti bello spiaggiato sul divano e goderti un film cazzuto e intrigante come i precedenti Lock, Stock and Two Smoking BarrelsSnatch. Gli ingredienti per andare sul sicuro ci sono tutti: il solito Jason Statham, il goodfella Ray Liotta, il solito scenario di criminalità decadente che gira intorno al solito casinò e le solite montagne di soldi che passano velocemente di mano, tra morti e puttane. L’inizio è promettente, imperniato su perle di saggezza (you can only get smarter by playing a smarter opponent) e varie formule cabalistiche che rendono il tutto molto originale. La fotografia super contrastata e gli angoli di ripresa tipici del regista garantiscono un look-and-feel supercool. Sembrerebbe quasi perfetto, e invece è una delle più cocenti delusioni che potevi aspettarti. Molto presto il film si ingarbuglia, inseguendo una sceneggiatura sgangherata e confusa, andandosi poi a perdere nel delirio – letteralmente – di alcune scene in cui realmente ti verrebbe da spegnere e fare altro. Difficile raggiungere i titoli di coda, perchè la sensazione è quella di perder tempo.

Lock, Stock and Two Smoking Barrels (1998)

Quando Guy Ritchie era ancora duro e puro, girava queste robine che definirei british pulp allo stato brado. Questo è il film che fa da trampolino di lancio di un certo Jason Statham, in compagnia del super-brit-super-baddie Vinnie Jones e di uno Sting senza basso. Un film cattivo, violento, immorale, maleducato e bastardo ma anche irresistibilmente divertente. Da vedere ad ogni costo. Con audio originale (per il sound inimitabile dello slang londinese). Meglio con sottotitoli (se si vuole capire qualcosa).