Toy Story 3 (2010)

Tornano i giocattoli di Andy, nel meraviglioso mondo di Toy Story. Ma in questo terzo, e spero ultimo, capitolo Andy è cresciuto, non gioca più, se ne va (sta partendo per il college). Il destino di Woody, Buzz e tutti gli altri resta in bilico fino alla fine, tra soffitta, rumenta e asilo/lager. L’animazione è meravigliosa, inarrivabile, e il livello produttivo ha ormai raggiunto vette incredibili. Uno spettacolo per gli occhi, un miracolo tecnologico. Ma si è perso qualcosa: sul fronte della magia non scatta mai il sense of wonder che invece aveva permeato i primi due capitoli, mentre sul fronte narrativo si tende a sbadigliare, seguendo una sceneggiatura un po’ sgangherata che più che raccontare una storia si limita ad inventare una serie di stratagemmi per rimandare i 5 minuti finali, in cui succede tutto. L’unica vera idea di questo terzo capitolo dura lo spazio di un addio, di quel thank you guys sussurrato da Andy prima di mettere in moto e partire. Alla fine resti un po’ con l’amaro in bocca, gli squisiti momenti che avevano reso unici Toy Story 1&2 se ne sono andati, insieme ai talenti che hanno abbandonato una Pixar svuotata e sempre più uguale alla vecchia Disney. Beato chi lo vedrà in lingua originale (dove tornano le voci di Tom HanksTim AllenJoan Cusack). A me è toccata la penosa versione autarchica, veramente imbarazzante. Un film non indispensabile, insomma, che puzza troppo di cash cow. Guardabile, ma scordatevi la meraviglia dei primi die capitoli.