RED (2010)

Il mondo invecchia, la società occidentale particolarmente. E così Hollywood – per farci sentire ancora protagonisti – sforna film i cui eroi sono arzilli cinquantenni (in questo caso Bruce Willis) e vivaci ottantenni (il sempre mitico Morgan Freeman) capaci di prendere a calci in culo i giovani rampanti. Messaggio sociale o stratagemma per far lavorare mostri sacri che sia, la cosa funziona, e bene, fin dai tempi di Space Cowboys, e questo RED ne è l’ultimo degno esempio. Retired, Extremely Dangerous non è nè più nè meno che il solito polpettone spy-action-comedy in cui gli eroi della CIA che fu vengono minacciati, e in parte eliminati, dal solito rogue in odore di intrallazzo fantapolitico. In questo caso il cast fa la differenza, dato che oltre ai due citati troviamo John Malkovich, Helen Mirren e Karl Urban (il quale, delegato a fare il giovane, si rivolge a Willis chiamandolo grandpa, giusto a rimarcare la demarcazione senior citizen). Diretto dal tedesco Robert Schwentke, RED alla fine non è nemmeno male. Anzi, certi momenti sono spassosi, e come al solito la sceneggiatura e i dialoghi scritti in California hanno sempre quel qualcosa in più (come il milk shake di Mel’s, per chi se lo ricorda). Peccato solo che la parte finale sia fin troppo indulgente con se stessa, perdendo un po’ il filo della narrazione a favore di sparatorie e bombardamenti abbondantemente sopra le righe, perfino per un action-comedy caciarone come questo. In ogni caso un filmetto caruccio, ovviamente superprodotto e bello patinato, con qualche virtuosismo di regia, bella fotografia, montaggio e musica top level. Preparate il pop-corn, svaccatevi sul divano e non aspettatevi nulla: sarà uno spasso.

Sarah: Wow. This guy’s insane.
Frank: Well, he thought he was the subject of a secret government mind control project. As it turns out, he really was being given daily doses of LSD for 11 years.
Sarah: Well in that case, he looks great.

Burn After Reading (2008)

Ethan e Joel tornano e portano nello zainetto un bottiglione di vetriolo, che finisce dritto dritto in faccia alla moderna società occidentale, e quindi anche alla nostra, per la sua generalizzata, colpevole pochezza di valori. Ne esce questo Burn, definito un anti-spy-thriller, in cui i belloni di Hollywood Brad Pitt e George Clooney, supportati da un grandissimo John Malkovich e dalla glaciale Tilda Swinton, si buttano in ridicolo. Mentre tutti tradiscono tutti e tutti scopano con tutti, assistiamo alla carrellata del peggio dei valori di qualunque telecrazia che si rispetti, rappresentati al meglio dall’ossessione per la chirurgia estetica della meravigliosa Frances McDormand – che non si accorge di aver l’amore a un passo – o dalla superficiale pochezza del personal trainer Brad Pitt. Il tutto ben inserito nella cornice del plot principale, ovvero l’improbabile tentativo di fare il colpaccio e di sistemarsi vendendo ai russi un CD pieno di fuffa ma scambiato dai protagonisti per un prezioso elenco di dati sensibili. Alla fine tutto andrà, ovviamente, in vacca: niente plastica facciale, niente tette nuove, e bye-bye Brad. In tutto questo, più di un colpo basso va anche alla grande CIA, i cui cervelloni alla fine non ci hanno capito nulla, non hanno imparato nulla. Ma in fondo che importa?