U-571 (2000)

Un submariner movie come se ne facevano una volta, più ficino a The Enemy Below che non a Crimson Tide, in cui tutto è stato splendidamente ricostruito. Al timone c’è Jonathan Mostow, che ci illude di essere uno dei possibili nuovi reucci dell’action movie (ma solo per poco: non tarderà a deluderci con il terribile Terminator 3) e dirige con energia. Tra vari belloni tipicamente hollywoodiani alla Matthew McConaughey, da segnalare invece la presenza di un Harvey “The Wolf” Keitel sempre grandissimo. Ora della fine, tra siluri e affondamenti, U-571 paga un po’ di prevedibilità, ma è più colpa di tutti i sub-movie che lo hanno preceduto che non una carenza di questo film, che scorre comunque gradevole malgrado qualche effettaccio decisamente troppo cheesy perfino per una produzione De Laurentiis. Pazzesca e coinvolgente, in compenso, la traccia audio: cazzutissima la codifica DTS che, soprattutto mentre sei sotto l’attacco delle cariche di profondità, rischia di affondarti anche il divano.

Surrogates (2009)

Due etti di Matrix, una spruzzata di Terminator, qualche goccia di Second Life (quantomeno il concept portato alle estreme conseguenze). Agitare bene e servire su schermo d’argento, con guarnizione di mega-budget e cast stellare. Fin qui Surrogates sembrerebbe di avere tutte le carte in regola per essere un prodotto di alta cucina. Ma purtroppo non è così. L’incipit si inaridisce subito e tutte le buone premesse evaporano, schiantandosi su una sceneggiatura che dopo il primo quarto d’ora traballa e barcolla, affannandosi pesantemente verso la mindless action. Come se non bastasse, on top of that arriva il solito, putrido, trito e ritrito, insopportabile, immancabile happy-fucking-end a mettere la parola fine ad ogni possibile speranza di recupero. Peccato.