Match Point (2005)

Il buon vecchio Woody Allen arriva e ti butta lì tra il lusco e il brusco questa specie di thriller con palla da tennis, racchetta e rete. Ma la pallina cadrà al di quà o al di là della linea? Un film su un’ossessione bionda, che appena la vedi mentre gioca a ping pong non puoi che condividere, immaginando dove ti staresti infilando tu, in quale guaio, se quello non fosse un film, se lei fosse li davvero. Le intesteresti la casa, la macchina, tutti i tuoi averi. Metteresti tutto a repentaglio. L’ossessione bionda si chiama Scarlett Johansson, qui in versione ragazza pericolosa. Pericolosissima. Perfetta. Un film dove Jonathan Rhys Meyers la combina, la fa grossa, e poi riesce a farla franca. Alla faccia di tutto e di tutti. Forse siamo in zona cult. Lo stesso Woody, parlando di questo film, ha affermato: arguably may be the best film that I’ve made. This is strictly accidental, it just happened to come out right. You know, I try to make them all good, but some come out and some don’t. With this one everything seemed to come out right. The actors fell in, the photography fell in and the story clicked. I caught a lot of breaks.

Vanity Fair (2004)

Dell’affresco capolavoro scritto da William Makepeace Thackeray qui resta poco più dei nomi dei personaggi. Difficilmente del resto un film può catturare un’opera così sfaccettata, anche se qui forse si eccede un pelo nel semplificare. Quello che manca è l’anima, soprattuto di Becky. Alla fine del libro te ne sei innamorato. Qui – malgrado la bellezza intrigante di Reese Whiterspoon – l’hai già dimenticata ai titoli di coda.