Jurassic Park (1993, 1997, 2001)

Difficile che Spielberg sbagli un film, anche se con il primo capitolo della trilogia dei dinosauri c’è davvero andato vicino. Tolti i valori produttivi “assoluti”, l’ipersemplificato adattamento del bel romanzo di Crichton infatti lascia mooolto a desiderare. Detto questo il film travolge e sconvolge grazie alla novità, e mentre i raptor ti staccano a morsi interi pezzi di divano, tu devi fare training autogeno per ricordarti che sono computer generated. Nel ’97 Steven ci riprova e stavolta riesce a toppare. Venuta ormai meno la novità, il film fa acqua da tutte le parti, rivelandosi un sequel inutile e sbagliato, prodotto con tanti milioni di dolla solo per farne dieci volte tanti. Potrebbe andare peggio? SI, potrebbe esserci il n.3… E infatti. L’unica sorpresa del terzo capitolo, telefonato e filoguidato dall’inizio fino al ridicolo happy/army-end, è tutto sommato la sua vuota godibilità. Un filmaccio sgangherato, che lo sgamato Spielberg ha fatto bene – stavolta – a mollare al primo Johnston che ha trovato.

A Single Man (2009)

Se il buongiorno si vede dal mattino credo che lo sbarco al cinema di Tom Ford sia un’ottima notizia per tutti. L’ex stilista sforna un film super glamour, ultra patinato, chicchissimo. Di ogni inquadratura si potrebbe fare una stampa e appenderla al muro. Una meraviglia per gli occhi, un trionfo della grafica, della perfetta suddivisione degli spazi, della fotografia. Colin Firth eccellente protagonista di un’epoca di perbenismo sotto cui, come è giusto, come è ovvio, covano tutte le diversità umane. Un film formalmente perfetto, che – forse proprio per questo – non si sblocca sul lato emotivo. Alla fine un supershow visivo cui si partecipa più con la testa che con il cuore. Comunque da vedere.