Aeon Flux (2005)

Siamo nel futuro, dove come prevedibile qualcosa è andato maledettamente storto e l’umanità è ridotta a lumicino. Poi arriva un’irresistibile Charlize Theron che corre, salta e scalcia avvolta in abitini, tutine e guaine che saprebbero mettere a rischio la capacità di concentrazione di qualunque maschio eterosessuale alle prese con la visione del film. Girato dalla ragazza Karyn Kusama con piglio divertente e con alcuni virtuosismi di regia simil-sperimentale che piacciono, intrigano e divertono. Insomma lo spettacolo è principalmente visivo – il che non è necessariamente un male, del resto è cinema – ma non paricolarmente impegnativo a livello cerebrale, nè profondo, nè terribilmente originale. Ma hai visto molto di peggio – garantito! – e questo Aeon Flux vale la pena di guardarlo, raccomandato a chi ama il genere sci-fi, le super-femmine e le trame oniriche e incredibili di certe produzioni holliwoodiane. Che però fanno parte di diritto del grande concetto di Cinema con la C maiuscola: puro svago, con un occhio alla trama e uno al corpo di Charlize (o della sua controfigura). Durante i titoli di coda il retrogusto è buono, da qualche parte a cavallo tra Matrix e Gattaca, ma con un tocco decisamente più cheesy, quasi b-movie, che non solo non guasta, ma quasi aggiunge intrigo. Insomma, un filmettino interessante, gradevole, perfetto per una domenica pomeriggio in alternativa alla pennica da GP di formula 1.