Resident Evil: Extinction (2007)

Paul Anderson (che ci aveva regalato, con il primo Resident Evil, un bel film cupo e disperato) si limita saggiamente a scrivere e produrre questo sequel. E così il videoclipparo Russell Mulcahy sale in cattedra e trasferisce il circo nel deserto, letteralmente saccheggiando l’immaginario post-atomico di Mad Max e buttando qua e là mille citazioni, da hitchcock a Planet of the Apes. Il film ha tutto quello che ti aspetti: la sempre splendida super-Milla, la modella Ali Larter nei panni della cazzuta Claire Redfield (iron-pussy di turno) e il solito shitload di zombie, a circondare i pochi umani rimasti. Malgrado questo, purtroppo Extinction resta molto lontano da quello che ti aspetti da un Resident Evil. Abbandonate definitivamente le fascinose atmosfere dark dei primi capitoli, la trama è annacquata e prevedibile, mentre la lotta contro l’onnipotente Umbrella Corporation è sempre meno credibile. Fine? Pare di no: un apertissimo finale preannuncia infatti il quarto capitolo. Un film che non aggiunge nulla, ma ben prodotto e decisamente godibile. Se ti piace il genere.

Resident Evil: Apocalypse (2004)

Il film attacca esattamente dove finiva il primo, quindi prepariamoci ad assistere alla fine della mitica Raccoon City, ormai compromessa dopo la riapertura dell’alveare. Certo, tutti si aspettavano una ciofeca, forse anche per la regia affidata ad Alexander Witt (che equivale circa all’averla affidata al sottoscritto). Ma alla fine è una ciofeca bella e godibile, a patto di spegnere il cervello e lasciarsi portare per 90 minuti a spasso nella città infetta e popolata di zombie Romeriani. Stavolta le iron-pussy che combattono la cattivissima Umbrella Corporation sono addirittura due: al fianco della sempre meravigliosa – e perfetta per la parte di Alice – Milla Jovovich, troviamo infatti Sienna Guillory nei panni della cazzutissima Jill Valentine (vedere la prima scena in cui compare per credere). Insomma, una cazzatona da pop corn e cocacola, appagante per un paio d’ore di evasione.