The Sting (1973)

Miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale, miglior art direction, migliori costumi, miglior montaggio, miglior colonna sonora. Sette Oscar. Ecco il classico film che quando lo guardi non puoi che entrare in modalità anziano del villaggio e pensare: eh, film così non ne fanno più! Già, pare abbiano buttato via lo stampo. La sceneggiatura brillantissima, a prova di bomba, firmata David S. Ward. La regia perfetta dell’enorme George Roy Hill. La soundtrack indimenticabile di Marvin Hamlisch. E poi loro, la coppia di attori che rende questo film speciale, Paul NewmanRobert Redford al culmine del carisma, belli, simpatici e maledetti. E con loro, in determinanti ruoli di supporto, il merlo Robert Shaw e l’agente dell’FBI corrotto Charles Durning. Che dire? Minchia! Cos’altro, se non minchia? Capolavoro di sempre e per sempre, un film esaltante, capace di ridarti il buonumore anche alla fine di una giornata da dimenticare, 129 minuti che volano, in un crescendo di godimento cinematografico di cui ho difficoltà a citare paragoni. Uscito il giorno di natale del 1973, La Stangata fu vero dono all’umanità, capace di incassare 160 milioni di dolla solo quell’anno. Un film da rivedere in loop, e comunque una volta l’anno. Scuola del cinema, arte, olimpo, capolavoro. Se non l’avete visto, correte a comprare il DVD, ora!

Doyle Lonnegan: What was I supposed to do – call him for cheating better than me, in front of the others?

Jaws (1975)

Siamo all’inizio degli anni ’70, quando il ragazzo Steven Spielberg, all’epoca poco più che 25enne, decide di interessarsi di pesce e tira fuori dal cilindro questa specie di aqua-thriller. Un film capace di andare a lavorare sulle tue paure più nascoste, quelle che poi si potrebbero riassumere e visualizzare con l’acqua nera, buia e ostile che rappresenta il lato oscuro di un bagno di mezzanotte. Basato sul romanzo omonimo di Peter Benchley, anche co-sceneggiatore, Jaws è il film che – praticamente in una notte – proietta Spielberg dal banco dell’asilo dei potenziali talenti alla scrivania da re mida di Hollywood. Un film costato 9 milioni di dolla e capace di incassarne 470, in cui, per precisa scelta narrativa, non ci sono attori protagonisti ma tutti comprimari, dato che il vero protagonista dev’essere l’enorme squalo bianco con la morte degli occhi. Ma intorno al cattivissimo pesciolone Roy ScheiderRichard DreyfussRobert Shaw rappresentano comunque un casting perfetto, misurato e credibile, capace di dare al film una marcia in più. Miglior montaggio, miglior colonna sonora, miglior sound sono gli oscar assegnati a Lo Squalo, ma teniamo presente che era anche in nomination come miglior film, andato poi a una cazzatina tipo One Flew Over the Cuckoo’s Nest. Un capolavoro che guardi con apprensione, megistralmente orchestrato per rimestare dentro di te alla ricerca del tuo punto debole, mentre tu provi a resistere con le unghie piantate nei braccioli. E quando, ai titoli di coda, galleggi anche tu nell’oceano attaccato ai resti del tuo divano, sei veramente sollevato che Scheider abbia centrato quella bombola.

Vaughn: And what did you say the name of this shark is?
Hooper: It’s a carcaradon carcharias. It’s a Great White.