Out of Sight (1998)

It’s like seeing someone for the first time. You can be passing on the street and you look at each other and for a few seconds there’s this kind of recognition. Like you both know something, and the next moment the person’s gone. And it’s too late to do anything about it. And you always remember it because it was there and you let it go. And you think to yourself, what if I stopped? What if I said something? What if? Ecco, un film che contiene una frase come questa merita di essere visto, anche solo per quel momento, per quella sequenza, quelle luci riflesse negli occhi di due attori perfetti, capaci di sviluppare una chimica che buca lo schermo, con la musica giusta, mentre la situazione precipita. Steven Soderbergh, al suo primo film mainstream, sfodera questo gioiellino inspiegabilmente sottovalutato. George Clooney e una meravigliosa Jennifer Lopez giocano a guardie e ladri e ci fanno innamorare. E lungo il percorso Ving RhamesDon Cheadle, Michael KeatonDennis Farina completano un cast all star davvero perfetto. Out of Sight è inspiegabilmente passato sotto silenzio, e va riscoperto. Ha uno script da urlo, una fotografia a cavallo tra il vintage e il moderno e una colonna sonora perfetta.

Ocean’s Eleven, Twelve, Thirteen (2001, 2004, 2007)

L’ispiratissimo Steven Soderbergh parte alla grande con Ocean’s Eleven, perfetto esempio di come si realizza una commedia negli anni 2000: acuto, divertente, coinvolgente e con un cast pazzesco, capace di mettere sulla stessa barca i due belloni del momento (Clooney e Pitt) con altri grandissimi nomi tipo Matt DamonAndy GarciaJulia Roberts ed Elliott Gould. Ben scritto, con battute supersmart – quella su Elton John che rivuole la camicia la inserisco personalmente nell’olimpo delle migliori della storia del cinema – e con un gruppo di attori che oltre a recitare (bene) gigioneggiano, senza mai prendersi troppo sul serio, sullo sfondo della solita Las Vegas da sogno. Come spesso avviene, il secondo capitolo delude: tutto quello che in Eleven aveva girato come un orologio svizzero, in Twelve non funziona, incespica, si inceppa. Un film a cui, a differenza del primo, non concederai mai una seconda visione. Saggiamente, Soderbergh risolleva le sorti della saga con il terzo capitolo, riportandola a giocare in casa: Back to Vegas, grazie anche ad un certo Al Pacino nella parte del villain di turno, Thirteen recupera parte delle atmosfere e della gradevolezza del primo capitolo. In conclusione, gran divertimento, superproduzione e supercast. Da vedere i numeri dispari. Twelve facoltativo, se proprio vuoi fare il perfettino.