Whatever Works (2009)

Un film che Woody Allen nega essere autobiografico, che racconta un pezzo di vita di Boris, un vecchio genio brontolone (un irresistibilmente antipatico Larry David) in costante lotta col mondo e la sua incommensurabile ignoranza. Boris è l’unico che guarda in macchina e ogni tanto parla anche con noi spettatori, commentando quello che accade. E’ l’unico che vede the whole picture: vantaggi – come lui stesso dice – dell’essere un genio. Il film è strano. La storia è tutto sommato banale, e si può riassumere nella scoperta, da parte di Boris e di altri personaggi del film, del senso della vita e dell’amore. Il tutto scatenato dall’irruzione a NY della bella e brava Evan Rachel Wood che darà il via all’effetto domino. Woody Allen è un regista che non concede seconde chance, e per ogni scena vale, salvo enormi problemi, la legge del buona la prima. Questo rende il film a tratti quasi più vicino al teatro, e anche se alla fine il prodotto può sembrare meno sofisticato, ha dalla sua quell’aura di imperfezione lo rende forse più vero. Gli attori sono bravi e la morale alla fine forse è quella giusta?

Boris: That’s why I can’t say enough times, whatever love you can get and give, whatever happiness you can filch or provide, every temporary measure of grace, whatever works…

Match Point (2005)

Il buon vecchio Woody Allen arriva e ti butta lì tra il lusco e il brusco questa specie di thriller con palla da tennis, racchetta e rete. Ma la pallina cadrà al di quà o al di là della linea? Un film su un’ossessione bionda, che appena la vedi mentre gioca a ping pong non puoi che condividere, immaginando dove ti staresti infilando tu, in quale guaio, se quello non fosse un film, se lei fosse li davvero. Le intesteresti la casa, la macchina, tutti i tuoi averi. Metteresti tutto a repentaglio. L’ossessione bionda si chiama Scarlett Johansson, qui in versione ragazza pericolosa. Pericolosissima. Perfetta. Un film dove Jonathan Rhys Meyers la combina, la fa grossa, e poi riesce a farla franca. Alla faccia di tutto e di tutti. Forse siamo in zona cult. Lo stesso Woody, parlando di questo film, ha affermato: arguably may be the best film that I’ve made. This is strictly accidental, it just happened to come out right. You know, I try to make them all good, but some come out and some don’t. With this one everything seemed to come out right. The actors fell in, the photography fell in and the story clicked. I caught a lot of breaks.